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I Farnese e la Tuscia: storia di una famiglia e di una terra

By 22 Aprile 2019 No Comments

La storia italiana è caratterizzata da grandi famiglie, distintesi per il loro apporto dato al Paese. Tra gli altri, i Farnese, dinastia di condottieri, cardinali e pontefici hanno segnato il Rinascimento italiano ed europeo divenendo una potentissima casata. La loro terra d’origine è la Tuscia, l’antica Etruria che era compresa tra il Lazio, la Toscana e l’Umbria.

Sono tante le tracce lasciate nella Tuscia dai Farnese, tra castelli e monumenti espressione della loro magnificenza: l’itinerario Farnesiano è nato allo scopo di portare il visitatore alla scoperta di queste memorie incastonate in contesti naturalistici davvero incantevoli.

Se si vuole scoprire con tutta calma la bellezza della Tuscia Farnesiana, il “Il Podere di Marfisa” a Farnese (Viterbo) è il luogo perfetto dove soggiornare circondati dalla natura, tra oliveti e vigneti. Qui da noi al “Podere di Marfisa” il visitatore vedrà soddisfatta ogni sua esigenza: degustazioni e percorsi sensoriali nei vigneti e negli oliveti, il ristorante “Osteria Unicorno”, la piscina e il centro benessere sono solo alcuni dei servizi offerti dal nostro splendido agriturismo –Wine Relais – sito a soli 24 km dal Lago di Bolsena.

Cenni storici sui Farnese
I Farnese, forse di origine longobarda, assunsero il proprio nome dal feudo del Castrum Farneti nell’XI secolo. Nel tempo si distinsero per il loro valore militare, che li portò presto alla gloria. L’apice del potere fu raggiunto con l’elezione al soglio pontificio nel 1534 di Alessandro Farnese, ovvero Papa Paolo III: egli fu l’artefice della nascita della Chiesa moderna, anche grazie al Concilio di Trento da lui indetto (1545).

I Farnese, signori del Ducato di Castro, acquisirono anche il governo del ducato di Parma e Piacenza ed il loro potere, tra alti e bassi, proseguì fino al 1731 quando il duca Antonio Farnese morì senza lasciare eredi.
Sono molti i Farnese che si sono distinti, oltre a Paolo III: Ranuccio, il duca Ottavio, Alessandro Il Giovane e Mario Farnese.

Quest’ultimo, noto oggi per il mistero che aleggia intorno alla sua sepoltura, fu duca di Latera e molto si prodigò per migliorare le condizioni di vita dei suoi sudditi, regalando poi al territorio bellezze architettoniche di grande valore quali il restauro della rocca nel borgo di Farnese e la Chiesa di San Clemente a Latera (cittadina dove fa bella mostra di sé l’acquedotto del XVII secolo, che alimenta l’elegante Fontana del Duca).

L’itinerario Farnesiano
Latera è solo una tappa dell’itinerario Farnesiano, che parte dal borgo di Nepi: qui sono ancora visibili i bastioni voluti del duca Pier Luigi Farnese come sistema difensivo. Lo stesso possente castello, tra le cui mura visse Lucrezia Borgia, è stato restaurato dai Farnese che però hanno lasciato a Nepi un’altra loro pregevole traccia: il Palazzo Comunale, progettato da Antonio da Sangallo Il Giovane per volere del duca Pier Luigi. L’edificio mostra il contrasto tra lo stile tardo-barocco della parte superiore (Michele Locatelli, 1727) e quello rinascimentale del porticato inferiore sangallesco in possente bugnato di peperino: al centro si distingue la bella fontana di Filippo Barigioni.

Abbandonando Nepi e le sue affascinanti catacombe di Santa Savinilla raggiungibili dalla Chiesa di San Tolomeo, si raggiunge Ronciglione, sito su un’altura di tufo. Questo pittoresco borgo medioevale, antica capitale del ducato di Castro, parla dei Farnese attraverso l’elegante Fontana dei Liocorni, opera cinquecentesca del Vignola, ed i Torrioni, costruzioni cilindriche resti di una quattrocentesca roccaforte. Impossibile inoltre entrare a Ronciglione senza oltrepassare la Porta Romana risalente al 1618 e voluta dal duca Odoardo Farnese.

La Reggia di Caprarola
Una delle maggiori espressioni del potere e dello sfarzo farnesiano è lo splendido Palazzo Farnese di Caprarola, una delle più belle dimore rinascimentali italiane, trasformato dal Vignola per ordine del “gran cardinale” Alessandro Farnese del 1563. La ricchezza degli interni è stupefacente, a partire dalla Scala Regia nella sua forma elicoidale, affiancata da 30 colonne in peperino e circondata da meravigliosi affreschi di Zuccari, Bertoja e Tempesta.

Notevoli sono poi i decori delle innumerevoli sale, tra le quali la Sala di Ercole con affreschi legati alle gesta dell’eroe, la Camera dell’Aurora ricca di strabilianti giochi prospettici e la Sala del Mappamondo: questa presenta alle pareti affreschi di carte geografiche, i ritratti dei più grandi esploratori della storia (da Magellano a Colombo fino a Cortez) e, sulla volta, un meraviglioso Planetario delle Costellazioni Zodiacali.

Lo sfarzo del Palazzo Farnese si riscontra anche nel parco circostante, dove i protagonisti sono i giardini italiani ricchi di fontane ed ipnotici labirinti.

Tappa finale: Capodimonte e Gradoli
Capodimonte è un vero gioiello legato ai Farnese, non tanto per l’imponente Rocca opera di Antonio da Sangallo il Giovane, ma soprattutto perché il borgo, sito sulle rive del lago di Bolsena, consente di raggiungere la suggestiva Isola Bisentina: qui, Alessandro Farnese volle erigere una chiesa dove oggi riposano Ranuccio e Pier Luigi Farnese.

Il tour della Tuscia sulle tracce dei Farnese può concludersi a Gradoli. Qui, oltre al Palazzo Farnese dove risiedettero il cardinale Alessandro Farnese e papa Paolo III anche dopo l’elezione a pontefice, sorge il Museo del Costume Farnesiano: l’esposizione apre una finestra sul mondo rinascimentale all’epoca dei Farnese, tra abiti delle diverse classi sociali, gioielli, accessori ed armi, fedelmente riprodotti.

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