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Gli itinerari della Tuscia per escursioni e trekking

By 26 Maggio 2019 No Comments

Il Lazio è una regione ricca di sorprese, non solo dal punto di vista artistico ma anche paesaggistico, perché il territorio offre ai turisti delle bellezze naturali ineguagliabili e conosciute in tutta Italia. Coloro che amano trascorrere le vacanze in tranquillità, al riparo dal caos delle città d’arte, troveranno nella Tuscia viterbese il luogo ideale per passare dei giorni in totale tranquillità, conditi dal calore della gente del luogo e dai sapori caratteristici di questa terra straordinaria, da sempre meta preferita dai turisti che amano il trekking e lo sport all’aria aperta. 

Il trekking nella Tuscia: le tappe fondamentali da percorrere
Se siete amanti del verde e dei paesaggi naturali, vi consigliamo di effettuare un tragitto di trekking di 5 tappe, che passando tra i meravigliosi sentieri dell’alta Tuscia vi permetterà di esplorare i territori più belli del Lazio.
Il tratto più interessante si sviluppa per oltre 100 km, ed è chiamato “sentiero dei Briganti” (così denominato a causa della presenza di malviventi nel lontano 800, ma che non ha nulla a che vedere con l’attuale territorio, molto tranquillo e caratterizzato dalla presenza di ampie aree incontaminate).

Il Sentiero dei Briganti ha inizio dalla riserva naturale del Monte Rufeno, un’area protetta molto estesa.
Si prosegue attraversando la Selva del Lamone, fino a percorrere l’antico abitato di Castro e giungere al ponte dell’Abbadia, vicino a Vulci (quest’ultima è una città etrusca, all’interno del quale è possibile visitare lo splendido parco naturalistico e archeologico).

Com’è possibile notare percorrendo l’intero itinerario, peraltro, ogni tratto è caratterizzato dall’indicazione di un brigante che nel lontano passato ha vissuto in questi luoghi, ed è anche questa peculiarità che rende l’esperienza di viaggio curiosa e interessante.

I lunghi sentieri che caratterizzano la zona, inoltre, si connotano anche per la presenza di antichi ruderi, come i resti della città di Castro, un luogo affascinante e ricco di sepolcri (sono molto numerosi i turisti che ogni anno si recano nel Lazio con lo scopo di visitare le peculiari rovine del luogo).

 

Il percorso a tappe: 100 km da percorrere in 5 giorni
La prima parte del tragitto che percorre l’intero Sentiero dei Briganti è rappresentata dal Sentiero di Fioravanti ed è lungo circa 20,5 km.

Attraversando la riserva naturale protetta di questa prima tappa, quella del Monte Rufeno, si oltrepassa la valle del fiume Paglia, si procede salendo fino a scorgere il bellissimo castello del borgo di Proceno. Proseguendo ancora per pochi chilometrisi raggiunge il centro storico di Acquapendente, all’interno del quale è possibile fermarsi per ammirare le numerose chiese e i palazzi storici del luogo.

Si prosegue fino a giungere ad Onano, comunemente denominato “paese delle lenticchie“, continuando per il Sentiero di Ansuini, lungo ben 26 km. Percorrendo questi sentieri, caratterizzati da boschi e valli, si può giungere nel punto più alto, per ammirare il lago di Bolsena, siamo al Passo della Montagnola ed è a questo punto che il percorso diventa più semplice, perché continuando per il lungo sentiero si giunge fino al sentiero di “Menichetti”, la terza tappa (quest’ultimo si caratterizza per la lunghezza di oltre 21 km e porta direttamente a Valentano). Camminando lungo il sentiero si arriva alla quarta tappa, ma nel frattempo è possibile ammirare vigneti e castagneti fino a giungere alla riva del lago di Mezzano, percorrendo il quale è possibile visitare il paese di Valentano.

A questo punto, proseguendo sulla destra, si percorre il Sentiero di Triburzi, che passando per la città di Castro attraversa l’incontaminata riserva della Selva del Lamone, caratterizzato da un lungo tratto ricco di eremi e centri abbandonati. Il territorio è contraddistinto dalla presenza di specie faunistiche molto particolari, tra cui il gatto selvatico e il biancone, uno splendido esemplare di uccello rapace.

L’ultimo tratto dell’itinerario è rappresentato dal Sentiero dei Biscarini, che da Castro conduce a Vulci, passando tra gli altri per il suggestivo eremo di Poggio Conte. Attraversando il sentiero, ricco di alberi di querce, è possibile ammirare i resti di questa affascinante città, fino a giungere all’antica città di Vulci, per godere delle rovine presenti sul luogo (la zona è peraltro ricca di templi e tombe). La quinta tappa del percorso dell’Alta Tuscia termina a Montalto, dove si può ammirare il ponte dell’Abbadia. Con un paio di scarpe adeguate e uno zaino, sarà possibile fermarsi tra una tappa e l’altra, per fermare i pensieri e godere delle splendide sorprese dell’alta Tuscia.

 

Altri percorsi nella Tuscia
La Tuscia è verosimilmente una delle mete più idonee in Italia Centrale per organizzare escursioni di ogni tipo e percorsi di trekking. Tutta la regione, infatti, è attraversata da diversi corsi d’acqua fra i quali quello più famoso e importante è il fiume Mignone che, percorrendo l’intera Tuscia, rende il paesaggio verdeggiante e ricco di zone boschive. Ma quali sono gli itinerari della Tuscia più adatti ad escursioni e trekking? Scopriamolo insieme.

 

Escursione alla Caldara di Manziana
La Caldara di Manziana è l’itinerario perfetto per un’escursione insolita. Si tratta, infatti, di una distesa rocciosa e tufacea che nasce dagli antichi residui di una zona vulcanica. Ancora oggi è possibile notare in alcuni punti il fango che ribolle e non è insolito poter scorgere anche dei geyser che spruzzano acqua sulfurea mista a gas. Ospite di questa zona è uno speciale tipo di betulla, un fiore molto bello che di solito si trova in ambienti freddi e alpini, non certo su un’altura che non supera i 300 metri di livello dal mare. L’ambiente intorno alla Caldara è acquitrinoso e stagnante, l’habitat naturale di numerose specie di uccelli.

 

Il canyon del Fosso del Biedano
Potete immaginare il Fosso del Biedano come un canyon naturale che non ha nulla da invidiare a quelli americani ben noti grazie alle pellicole cinematografiche. Effettuare un’escursione in questa zona vuol dire immergersi nella natura e passeggiare in luoghi spesso impervi ma davvero molto suggestivi. Questo percorso di trekking parte da Barbarano Romano e attraversa i boschi della Tuscia fino ad arrivare a Blera, piccolo comune dal sapore medievale. All’interno di questo percorso si ammira pure quello che è conosciuto come il Calatore delle Cerquete, una delle più note tagliate etrusche, ossia strettissime strade ricavate dagli antichi scavando all’interno delle rocce tufacee.

 

Calcata e il fiume Treja
Calcata è forse una delle località più conosciute di tutta la Tuscia. Si tratta di un piccolo paesino medievale costruito su un’altura calcarea. Tutt’intorno si estende la valle del fiume Treja con i suoi profondi canyon e la sua natura verdeggiante. Il bosco che la circonda è ricco di cinghiali e di poiane mentre Calcata, oltre ad essere architettonicamente molto interessante, è anche suggestiva per le numerose leggende che qui sono ambientate come quella che vorrebbe il prepuzio di Gesù conservato all’interno della chiesa dei Santi Cornelio e Cipriano, portata da un lanzichenecco all’indomani del Sacco di Roma.

 

Trekking nel parco naturale del Veio
Il parco naturale del Veio è una bellissima zona boschiva all’interno della quale si possono ammirare i resti degli antichi agglomerati urbani romani. Il parco è ideato in modo da lasciare all’escursionista la libertà di scegliere uno o più dei tantissimi sentieri a disposizione per passeggiate e trekking. In base al sentiero scelto si potranno scoprire bellezze storiche e naturali come il Ponte Sodo, una gola naturale scavata dal fiume Cremera e lunga oltre 70 metri, oppure la Tomba Campana, un antico sepolcro la cui datazione risale al VI secolo ed è completamente adornata con affreschi che riportano la vita quotidiana del tempo.

 

Le cascate della Selva del Lamone
Questo percorso è particolarmente adatto ai neofiti del trekking. Si tratta di una passeggiata nel bosco all’interno della Selva del Lamone, una zona ricca di alberi e di animali. La passeggiata permetterà di vedere alcuni scorci di bellezze naturali molto suggestivi, fino alle piccole cascate omonime che si sono create grazie all’anfiteatro di origine vulcanica conosciuto con il nome di Rosa Crepante. Il percorso prosegue fino a raggiungere la località di Rofalco dove si possono ammirare delle bellissime rovine di un villaggio di origine etrusca.

 

La scalata del Monte Soratte e i suoi eremi
Per gli appassionati di trekking più allenati, invece, il percorso consigliabile è quello della scalata del Monte Soratte. Si tratta di un’altura di circa 700 metri interamente di origine calcarea. Sulla superficie di questo monte nel corso dei millenni si è creata una fitta e rigogliosa vegetazione che è diventata l’habitat ideale per numerose specie di uccelli e di mammiferi. Con la guida di un esperto sarà possibile visitare le numerose grotte che caratterizzano questo itinerario, compresa la Grotta Erebus, scoperta non più di 15 anni fa. Infine lungo il percorso si possono ammirare anche quattro suggestivi eremi, ormai ruderi, fra i quali spicca quello di Santa Maria delle Grazie.

 

Dove alloggiare per partire alla scoperta della Tuscia
Se volete regalarvi un periodo di relax per dedicarvi a tutte queste bellissime escursioni alla scoperta della Tuscia, la base ideale per soggiornare può essere Il Podere di Marfisa, il nostro bellissimo relais nel cuore della regione dove potrete godere della più tipica ospitalità del luogo. La struttura ha stanze molto accoglienti ma anche junior suite e suite per chi voglia abbinare al relax anche tutta la comodità di una struttura di lusso. Inoltre all’interno del relais c’è un ottimo ristorante di cucina tipica e una spa dove potersi rilassare al termine di ogni giornata di escursione. Lo staff del relais Il Podere di Marfisa è sempre a disposizione dei clienti per rendere il soggiorno ancora più gradevole grazie ai consigli sulle escursioni da non perdere e i cibi da assaggiare. Prenotate subito la vostra camera: il relax è davvero a portata di mano.

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